CASA. CLAUSOLE VALUTATIVE DIMOSTRANO NECESSITÀ RIFORMA LR DI SETTORE
(ACON) Trieste, 9 giu - La casa la farà da padrona, nel corso
della corrente sessione d'Aula, attraverso l'esame del disegno di
legge 80, ma come primo atto il Consiglio regionale ha affrontato
l'argomento attraverso le relazioni esposte da Carlo Bolzonello
(Fedriga presidente) e Manuela Celotti (Pd), per conto del
Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione
(Clcv), sullo stato di realizzazione del programma regionale
delle politiche abitative e dei piani di attuazione, anni
2016-25, inseriti nella legge regionale 1/2016 e sulla
riqualificazione e il riuso del patrimonio immobiliare privato
della Lr 8/2025.
BOLZONELLO ha evidenziato in particolare come il mercato
immobiliare Fvg registri una ripresa dalla seconda metà del 2024.
Vi è una quota significativa di abitazioni non occupate (23,7%).
I Tavoli territoriali per le politiche abitative sono diventati
inulti. Gli sportelli Risposta Casa nei primi due anni di
attività hanno registrato 579 accessi, svolgendo prevalentemente
una funzione informativa sugli strumenti disponibili, ma senza
riuscire ad operare come reale punto di incontro tra domanda e
offerta abitativa; molti sono stati chiusi.
Per quanto riguarda l'edilizia convenzionata, solo le Aziende
territoriali Ater hanno realizzato un numero interessante di
interventi, mentre imprese e cooperative no. Rimane l'interesse
per l'edilizia agevolata, ovvero per il contributo per l'acquisto
della prima casa. Nel 2019 è stato eliminato il vincolo del
recupero dell'alloggio e si è avuto un picco di domande fino alla
fine del 2021, quando sono stati introdotti i limiti relativi al
costo dell'intervento (200mila euro) e alla superficie
dell'alloggio.
Per gli incentivi ai proprietari che mettono a disposizione
alloggi sfitti ci sono state solo due domande, il che risulta una
sostanziale inutilità. Scarsa è stata anche la misura inerente la
morosità incolpevole.
Per il social housing, in un fondo dedicato vi sono 18 milioni di
euro per dare risposta a circa 660 alloggi. Quanto
all'installazione di ascensori, solo 62 interventi sono stati
realizzati per circa 2 milioni di euro. La forma innovativa
dell'abitare con l'autorecupero non ha portato a interventi
conclusi, mentre per il coabitare sociale lo stanziamento di
circa 15 mln nel triennio 2017-19 ha consentito di soddisfare 27
richieste di contributo (20 delle quali di enti pubblici).
Al sistema Ater per l'edilizia sovvenzionata sono stati
stanziati, tra il 2024 e il 2026, risorse regionali e statali di
108 mln. I nuovi bandi Ater hanno portato, nell'ultimo biennio,
un aumento della domanda con le 8.312 richieste del 2025.
La carenza di alloggi in affitto, fenomeno storico, riguarda sia
l'edilizia pubblica che il mercato privato. Il problema
dell'offerta limitata a fronte di una domanda elevata non si
supera aumentando i fondi stanziati per il sostegno alle
locazioni, in quanto destinare troppe risorse a una sola linea
contributiva può portare ad alterare il mercato, ad un aumento
generale dei canoni di locazione e senza consentire, di fatto, il
soddisfacimento di un numero maggiore di domande.
Nel 2024, il criterio degli anni di residenza è stato abbassato a
due. Tutte le Ater hanno attivato procedure amministrative per
favorire il rientro delle morosità, anche attraverso la
rateizzazione. Infine, il recupero degli edifici è complesso da
realizzare, soprattutto in contesti condominiali.
In merito al bando cosiddetto Isee (non superiore a 25mila euro)
legato alla Lr 8/25, si intende proseguire con lo scorrimento.
L'importanza di riqualificare le abitazioni con classe energetica
più bassa ha fatto sì che, su 2.400 domande, 1.324 hanno
riguardato abitazioni con classe energetica F o G.
Sul versante CELOTTI, l'attenzione è andata al sottofunzionamento
dei Tavoli territoriali, sostenendo che la partecipazione e la
concertazione sono da preservare. E per gli sportelli Risposta
Casa il ragionamento va fatto con il sempre più diffuso utilizzo
degli strumenti digitali.
Per quanto riguarda l'edilizia convenzionata, va affrontata la
complessità dell'iter amministrativo. È prioritario avviare un
ragionamento sulle percentuali di copertura dei costi per
l'acquisto degli alloggi da garantire con contributo, così come
sulle soglie Isee dei possibili beneficiari.
L'edilizia agevolata continua ad essere una misura fortemente
richiesta, soprattutto finalizzata al solo acquisto della prima
casa; perciò c'è la necessità che detta misura trovi continuità e
si richiede una revisione dei criteri di accesso. Il patrimonio
edilizio esistente, soprattutto se non recente o rurale, presenta
spesso superfici importanti pur non rientrando nella categoria di
lusso: si propone di aumentare la superficie massima prevista
quale criterio di accesso al contributo, così come l'aumento del
tetto massimo di spesa di 200mila euro perché non più adeguato ai
prezzi di mercato.
Da potenziare poi il sostegno alle locazioni, in particolare per
particolari fasce di popolazione alle quali garantire piena
copertura (giovani, lavoratori che hanno trasferito la residenza
in Fvg, nuclei monoparentali composti da donne).
I circa 5mila alloggi delle Ater non locati suggeriscono la
necessità di attivare un vero Piano straordinario di intervento
per il recupero e la messa a disposizione degli alloggi, ma anche
un potenziamento della struttura stessa delle Ater. Servono, poi,
riserve nell'assegnazione degli alloggi di edilizia sovvenzionata
per dare risposta a particolari categorie di popolazione, come ad
esempio le persone detenute che potrebbero procedere con una pena
alternativa se disponessero di un alloggio.
Quanto alla Lr 8/2025, in riferimento al bando previsto per gli
interventi di manutenzione straordinaria, anche alla luce
dell'età media dei richiedenti, aver dato priorità agli
interventi che assicurano una maggiore disponibilità di alloggi
per la popolazione del territorio regionale, obiettivo pur
condivisibile, ha probabilmente premiato gli over 50 anni che
hanno manifestato più interesse verso la messa a disposizione, a
fronte delle giovani famiglie. Si propone, pertanto, di riuscire
a riequilibrare la distribuzione dei fondi tra chi vuole mettere
a disposizione l'alloggio per la locazione e chi, invece,
vorrebbe utilizzare questi contributi per la casa di abitazione.
Inoltre, il vincolo della messa a disposizione per la locazione
dovrebbe alzarsi ad almeno 5 anni.
Due i commenti arrivati dai consiglieri, a partire da Furio
Honsell (Open Sinistra Fvg), a detta del quale "dai dati emerge
che in Fvg la logica della locazione è pressoché assente" e ha
sottolineato una volta di più il tema degli alloggi Ater sfitti
non locabili e l'alta domanda, dove "serve incisione nella
gestione amministrativa per recuperare quanto possibile di non
allocato".
Massimiliano Pozzo ha fatto eco alla collega dem auspicando, "per
il sostegno all'acquisto della prima casa, correttivi a livello
regolamentare per Isee, entità contributo riconosciuto, metratura
dell'abitazione". Quanto al bando per le manutenzioni
straordinarie, ritiene che possa aver distolto i punteggi per
altre domande a bando, vedasi quelle che puntavano all'autonomia
abitativa delle giovani coppie.
ACON/RCM-fc